Un MANIFESTO per rilanciare la cooperazione di inserimento lavorativo

Un MANIFESTO per rilanciare la cooperazione di inserimento lavorativo

Un MANIFESTO per rilanciare la cooperazione di inserimento lavorativo

Il Consorzio Abele Lavoro, CNCA e Idee in Rete propongono una riflessione per rilanciare la cooperazione sociale di inserimento lavorativo: un Manifesto che interpreta un sentimento diffuso fra persone che amano il proprio lavoro, credono nel valore dell’inserimento lavorativo, ma avvertono anche tutte le fatiche di operare oggi in questo settore. 

Categorie: Dal Territorio

Tags: manifesto consorzioabelelavoro CNCA ideeinrete

Come rilanciare l’inserimento nel mondo del lavoro in un contesto in cui i problemi riguardano una più ampia e diffusa popolazione? Come essere imprese sociali, mantenendo una vocazione all’inclusione delle persone svantaggiate evitando, al contempo, che la competizione esasperata porti a sacrificare i destinatari stessi dei progetti imprenditoriali di inserimento lavorativo? 

 

Il Consorzio Abele Lavoro, CNCA e Idee in Rete propongono una riflessione per rilanciare la cooperazione sociale di inserimento lavorativo: un Manifesto che interpreta un sentimento diffuso fra persone che amano il proprio lavoro, credono nel valore dell’inserimento lavorativo, ma avvertono anche tutte le fatiche di operare oggi in questo settore. Tre le proposte presentate nel documento:

 

  • Investire in comunità, essere e fare territorio. Le cooperative devono essere consapevoli che investire nei rapporti con la propria comunità di riferimento è strategico e irrinunciabile quanto investire in beni strumentali per la propria attività. Ciascuno può farlo in modo diverso, seguendo le proprie vocazioni. 
  • La cooperazione sociale che integra la funzione formativa. Oltre all’occupazione, l’inserimento lavorativo deve originare esiti apprezzabili dal punto di vista delle capacità professionali e dell’integrazione sociale. Ciò grazie ad un modello peculiare, in cui la formazione affianca il lavoro. Questa funzione deve essere adeguatamente retribuita, attraverso un modello che integra formazione, lavoro e impresa e in cui all’attività formativa sono dedicati tempi, spazi e personale definiti. 
  • Cooperazione sociale e lavori utili di comunità. Ci sono milioni di persone per le quali si avverte l’urgenza di attivare un impegno a vantaggio della comunità ma i cui percorsi, in assenza di una chiara strategia organizzativa, rimarranno solo sulla carta. E ci sono interventi che non tolgono lavoro regolare perché non sarebbero comunque sostenibili, ma che sono utili per il nostro Paese e per la qualità della vita dei suoi cittadini. Queste attività potrebbero essere realizzate con il coinvolgimento della comunità locale e di imprese con adeguate competenze tecniche e una salda vocazione sociale, che organizzerebbero l’opera non solo dei propri lavoratori, ma anche delle persone che prestano servizio alla propria comunità nell’ambito dei percorsi sopra descritti.

Ad oggi hanno aderito una settantina di enti e altrettante persone fisiche: si tratta di una scelta di attivismo civico di un gruppo di persone e di organizzazioni, che intendono dare forza e diffusione a questa iniziativa. Non ci sono finanziamenti: per nessuno lavorare su questi contenuti costituisce un lavoro.  Si auspica, quindi, la diffusione e la crescita del Manifesto in assemblee e riunioni fra organizzazioni e cooperative, per riflettere su di esso, sottoscriverlo e promuoverlo presso i media.

 

Il prossimo appuntamento in programma è a Milano il 21 febbraio 2019. Per rimanere informati su questo e altri appuntamenti rimandiamo al sito www.inserimentolavorativo.net.

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