Stop alle accise sulla benzina per la pesca

Stop alle accise sulla benzina per la pesca

Stop alle accise sulla benzina per la pesca

Esenzione dalle accise sulla benzina per la pesca professionale, un diritto riconosciuto dopo una lunga battaglia della Federcoopesca-Confcooperative 

 

Categorie: FEDERCOOPESCA

Tags: pescaaccise

 "Era il 7 agosto 2014 quando l'aula di Palazzo Madama convertiva definitivamente in legge il decreto 91 contenente ‘disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l'efficientamento energetico dell'edilizia scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonché per la definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea’ – ricorda il presidente nazionale di Federcoopesca Paolo Tiozzo – In quel contenitore dal titolo così lungo ed eterogeneo trovava finalmente spazio, dopo tanti anni di tentativi e di soluzioni proposte, una norma che riconosceva anche ai pescatori delle acque interne e lagunari il diritto all'esenzione dall'accisa per la benzina che utilizzano nello loro imbarcazioni.

“Un grande risultato per la pesca italiana che premiava gli sforzi fatti fin lì dalla Federcoopesca per creare condizioni più favorevoli alle nostre imprese, in piena aderenza alle normative comunitarie e senza alcuna disparità di trattamento fra pescatori che utilizzano gasolio e quelli della pesca artigianale che fanno invece uso di motori a benzina, tanto in mare che nelle acque interne e lagunari” ricorda Marco Spinadin, presidente di Federcoopesca Veneto

Ci sono poi voluti altri 16 mesi circa affinché l'emendamento presentato dal relatore sen. Marinello (che assieme al collega Muchetti condusse il dossier del decreto legge 91 nei due passaggi al senato, il primo dei quali si concluse con l'approvazione del 25 luglio 2014) venisse poi attuato dal ministero dell'economia e delle finanze con il decreto del 15 dicembre scorso che aggiorna la disciplina per l'impiego dei prodotti energetici e degli oli lubrificanti nelle imbarcazioni.

“Quello dell'esenzione dalle accise sulla benzina è una battaglia che la Federcoopesca ha portato avanti per anni ed è stato faticoso al punto che sono stati necessari due interventi legislativi di interpretazione autentica”, evidenzia il presidente nazionale Paolo Tiozzo.

 Ma vediamo di ricostruire più nel dettaglio il complesso quadro normativo di riferimento.

Con la direttiva 2003/96/CE del Consiglio del 27 ottobre 2003 (recepita in Italia con D.Lgs. 2 febbraio 2007, n.26) è stato ristrutturato il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell'elettricità; essa ha infatti abrogato la vecchia Direttiva 92/81/CEE del 19 ottobre 1992 relativa all'armonizzazione delle strutture delle accise sugli oli minerali. Oggi la legislazione europea prevede all’articolo 14 che gli Stati membri esentino (si tratta dunque di un obbligo e non di una facoltà) dalla tassazione, tra gli altri, anche i prodotti energetici forniti “per essere utilizzati come carburanti per la navigazione nelle acque comunitarie, compresa la pesca, diversa dalla navigazione delle imbarcazioni private da diporto, e l'elettricità prodotta a bordo delle imbarcazioni (art.14, comma 1, lett.c).

A differenza dell’articolo 14, il successivo articolo 15 stabilisce poi che gli Stati membri possano applicare (dunque si tratta di facoltà), sotto controllo fiscale, esenzioni o riduzioni totali o parziali del livello di tassazione, tra gli altri, ai prodotti energetici forniti per essere utilizzati come carburanti per la navigazione sulle vie navigabili interne (compresa la pesca), diversa dalla navigazione delle imbarcazioni private da diporto, e all'elettricitàà prodotta a bordo delle imbarcazioni.

La discriminante per l’obbligatorietà o meno dell’esenzione è dunque la navigazione in acque comunitarie o in vie navigabili interne.

In ogni caso si tratta di agevolazioni completamente compatibili con il mercato unico e che non impattano con la normativa sugli aiuti di Stato, poiché la stessa direttiva comunitaria ne prevede la possibile applicazione, definendola come obbligatoria nel caso dell’uso in acque marittime e facoltativa per l’uso nelle acque interne.

Grazie alla norma di interpretazione autentica contenuta all'art. 34 bis del decreto legge 91/2004, convertito con modificazioni dalla legge 11 agosto 2014, n. 116 (v. infra), è stato raggiunto l'importante risultato di estendere alla pesca (e, aggiungiamo noi, anche all'acquacoltura, in ragione di una consolidata equiparazione dei regimi normativi che caratterizzano questi due segmenti dell'intera attività ittica) in acque interne e lagunari l'esenzione dalle accise già prevista per la pesca marittima, equiparando così i due regimi finora differenti.

“Ricordiamo ancora una volta che mentre per la pesca in acque marittime (comprese le barche di V categoria) l'esenzione è un diritto riconosciuto dalla stessa Unione europea, per la pesca in acque interne vi era, almeno fino all'entrata in vigore dal più volte citato art. 34 bis, una mera facoltà attribuita dall'unione europea agli stati membri di riconoscere questo beneficio (cfr. art. 15, direttiva 2003/96/CE). Oggi, con l'adozione del decreto 15 dicembre 2015, siamo finalmente giunti alla fine di un lungo lavoro di adattamento legislativo e regolamentare che ha visto nel corso degli anni la Federcoopesca sempre al fianco dei pescatori italiani, forte del loro sostegno e di tutti coloro, a cominciare dagli esponenti politici e di governo: ricordiamo con piacere il sottosegretario alle politiche agricole on. Castiglione, l’on. Venittelli e l’on. polesano Crivellari, (ma anche l'ex direttore di Federcoopesca Gianfranco Bianchi che ne fece uno dei suoi lasciti per chi venne dopo di lui), che hanno sostenuto le nostre proposte, nel segno dell'equità, della giustizia e della coerenza con le disposizioni unionali” – concludono Paolo Tiozzo e Marco Spinadin - Un altro tassello nel puzzle di cui si compone la pesca italiana; un altro passo avanti per dare una mano alle imprese ed ai lavoratori di questo comparto così delicato”.

 

 

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