PER UNA COOPERAZIONE DI INSERIMENTO LAVORATIVO A PROVA DI FUTURO

PER UNA COOPERAZIONE DI INSERIMENTO LAVORATIVO A PROVA DI FUTURO

PER UNA COOPERAZIONE DI INSERIMENTO LAVORATIVO A PROVA DI FUTURO Il 29 settembre u.s. si è svolto a Vicenza il Convegno di Confcooperative Federsolidarietà Veneto dal titolo: PER UNA COOPERAZIONE DI INSERIMENTO LAVORATIVO A PROVA DI FUTURO.

Categorie: Primo PianoFEDERSOLIDARIETA

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Una sala piena di oltre 100 cooperatori sociali, in rappresentanza delle oltre 180 Cooperative sociali di tipo B e plurimo che ogni giorno si adoperano per creare opportunità di inserimento lavorativo per persone in condizioni di svantaggio e vulnerabilità.
Un’occasione per presentare alcuni numeri, ma anche per raccontare alcune testimonianze di chi, grazie alle Cooperative sociali di inserimento lavorativo, ha trovato un’opportunità per uscire dal tunnel della disoccupazione di lungo periodo e dalla necessità di chiedere aiuto economico ai Servizi Sociali dei Comuni. Marilena, Gabriela, Francesco e Virginia hanno evidenziato come in Cooperativa sociale si sono sentiti finalmente accolti, valorizzati e accompagnati a sviluppare nuove competenze utili per la successiva assunzione, ma ancor più per potersi esprimere al meglio come persone.
Una sfida che da 31 anni colgono ogni giorno le Cooperative sociali, fedeli alla loro mission, ma oggi con maggiore preoccupazione. Perché, come hanno raccontato Emanuela Tacchetto, Tamara Gobber e Marco Ciociano Bottaretto, rispettivamente portavoce per le Cooperative Gruppo R (PD), Bartolomeo Ferracina (VI) e Società Nuova (BL), vanno tenute in equilibrio le dimensioni economica e sociale delle imprese sociali.
Le Cooperative sociali, così come le altre imprese, sono chiamate ad innovare, sviluppare professionalità e saper competere sul mercato, ma altresì devono riuscire ad organizzare le attività includendo anche persone con particolari fragilità. E non si parla solo del 30 % di persone svantaggiate, ma almeno di un altro 20% (stimando per difetto) di persone in condizioni di vulnerabilità che non riuscirebbero a reinserirsi nel mercato del lavoro ordinario.
Il prof. Gianfranco Marocchi nel suo intervento ha ben rappresentato come le imprese sociali fatichino a sostenere questo equilibrio e di come a livello europeo si siano o meno sviluppate in base a quanto le politiche pubbliche abbiano negli anni saputo dare loro il giusto riconoscimento per l’interesse collettivo che svolgono.
Il tema è stato poi ulteriormente approfondito nella tavola rotonda in cui sono intervenuti: Santo Romano Direttore Area Formazione Lavoro e Programmazione Europea Regione del Veneto, Tiziano Barone Direttore Veneto Lavoro, Stefano Granata Presidente nazionale di Confcooperative Federsolidarietà, Tiziana Basso, Segretaria Generale CGIL Veneto, e Paola Baglioni, referente dell’ATS di Vicenza.
È emersa l’importanza di sperimentare nuove modalità e strumenti di politiche attive del lavoro per affrontare le complessità dell’attuale periodo storico, valorizzando la co-programmazione tra diversi attori pubblici e privati del territorio.
L’Assessore Elena Donazzan, che ha partecipato a gran parte dei lavori della mattinata, ha concluso ricordando che diverse importanti progettualità della Regione del Veneto, volte all’inclusione lavorativa di persone fragili, sono rese possibili proprio grazie alla collaborazione e all’impegno del sistema delle Cooperative sociali afferenti a Confcooperative Federsolidarietà Veneto e rinnovando la disponibilità a lavorare insieme vista l’affidabilità e la credibilità che Confcooperative ha sempre dimostrato.
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