Consiglio Regionale del Forum per il Terzo Settore: Guerini e Patriarca ospiti d'onore

Consiglio Regionale del Forum per il Terzo Settore: Guerini e Patriarca ospiti d’onore

Consiglio Regionale del Forum per il Terzo Settore: Guerini e Patriarca ospiti d’onore

Fenomeno migratorio, buone e "cattive" cooperative e riforma del Terzo Settore: questi gli argomenti caldi dell'incontro avvenuto venerdì 19 settembre nella sede di Confcooperative Veneto.

Categorie: FEDERSOLIDARIETA

Tags: legalitàforum terzo settoreimmigrazione

Legalità che significa rispetto delle regole, buone e “cattive” cooperative da distinguere, emergenza migranti da gestire ma non nell'emergenza e riforma del terzo settore come sistemazione anche in questo caso di regole e leggi che il mondo del volontariato e della cooperazione sociale sta aspettando al varco. Sono questi gli argomenti al centro dell'incontro convocato la mattina di venerdì 19 settembre nella sede di Confcooperative Veneto dal Consiglio Regionale del Forum del Terzo Settore per il Veneto. Ospiti d'onore Giuseppe Guerini presidente nazionale Federsolidarietà e Edo Patriarca parlamentare e presidente del Centro Nazionale per il volontariato che hanno risposte alle domande dei rappresentanti veneti delle associazioni e realtà del terzo settore della nostra regione, coordinati dai tre portavoce veneti del Forum: Roberto Baldo (Presidente Veneto di Federsolidarità Confcooperative), Marina Bastianello (Arci) e Paolo Alfier (Enaip).

Un seminario per addetti ai lavori per riordinare le idee e fare il punto della situazione in particolare rispetto alla Riforma del Terzo Settore ferma in Senato per il processo di oltre 700  emendamenti nonostante si pensasse inizialmente ad un iter parlamentare breve. Se dunque gli addetti ai lavori hanno studiato la riforma delle legge che deve mettere ordine al settore in una Regione che è sempre stata pilota sul volontariato e no profit, un momento di confronto importante è avvenuto rispetto alla questione della legalità e delle cosiddette buone e cattive cooperative, cattive nel senso di realtà che trasgrediscono le regole.

Lo stesso Guerini ha ribadito che questo momento storico diventa proprio l'occasione per ripartire così come successo a suo tempo nell'agricoltura con  il vino al metanolo facendo una cernita tra “buoni e cattivi” e ponendo la legalità come condicio sine qua non ossia buone regole e rispettate da tutti per favorire la crescita e lo sviluppo.

“La mancanza di legalità – ha ribadito Guerini -  in questo settore ha portato proprio all'utilizzo distorto della formula cooperativa, soprattutto in un mondo come quello dell'accoglienza dei profughi che vede le cooperative in prima linea nella gestione dei migranti. Per fortuna i casi negativi sono veramente pochi”.

“La via che indichiamo alle nostre cooperative – ha dichiarato il presidente nazionale – è quella della gestione dei profughi subito dopo la fase dell'accoglienza. Le cooperative per vocazione devono includere e accogliere coinvolgendo la comunità ma non su grandi numeri. La grande accoglienza porta infatti con sé  fenomeni distorsivi, basti pensare ai casi del G8 alla Maddalena, all'Aquila, all'Expo o al Mose. In questi casi usando l'emergenza si sono aggirate le regole. Ecco perchè le cooperative devono stare alla larga da queste operazioni.”

Quanto alla riforma del terzo settore la speranza per Federsolidarietà Nazionale è che vada ad aggiornare le norme del volontariato, della cooperazione sociale, che ormai non sono al passo con i tempi. “Dispiace solo – conclude Guerini – che la riforma abbia interessato solo gli addetti ai lavori senza coinvolgere e far cambiare di pari passo anche le politiche economiche, culturali e di cittadinanza. Siamo fiduciosi però che questa riforma porti ad una maturazione del terzo settore.”

Quanto al Veneto il presidente regionale di  Federsolidarietà Roberto Baldo anticipa che presto verranno presentati i risultati licenziati dalla commissione istituita in Veneto per approfondire proprio i temi migratori che parlano di accoglienza diffusa di piccole quantità e di integrazione con le comunità locali. Anche Baldo ribadisce che “l'emergenza non è alla portata della cooperazione sociale che può solo dare un contributo ma poi deve lavorare sull'integrazione”.

Infine rispetto alla riforma del Terzo Settore la speranza di Baldo è che una volta posti confini e parametri precisi con la nuova legge il Veneto possa tradurre la stessa nel contesto regionale secondo la propria specificità. 

 

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