Federabitazione Veneto sul sisma "Necessarie certificazioni di sicurezza statica, oltre a quelle energetiche"

Federabitazione Veneto sul sisma "Necessarie certificazioni di sicurezza statica, oltre a quelle energetiche"

Federabitazione Veneto sul sisma "Necessarie certificazioni di sicurezza statica, oltre a quelle energetiche"

I tre punti di Federabitazione: certificato di sicurezza statica, contributi per la messa in sicurezza degli edifici in zone ad elevato rischio sismico ed incentivi fiscali per quelli in zone più sicure.

Categorie: FEDERABITAZIONE

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«La sicurezza statica? È più importante dell’efficienza energetica». Claudio Pianegonda, presidente di Federabitazione Veneto, a pochi giorni dal sisma nell’Italia Centrale interviene nel dibattito a riguardo del piano “Casa Italia” invocato dal Governo Renzi auspica che esso possa essere un piano nazionale per la messa in sicurezza degli edifici.

«La situazione è molto più seria di quel che pensiamo. Sono 15 milioni le abitazioni costruite prima del 1974, e sono addirittura quattro milioni quelle costruite prima del 1920. In buona sostanza, il 70% delle case non risponde alle attuali normative sulla sicurezza e metà della popolazione italiana vive in luoghi a rischio sismico o idrogeologico». Alle case private si aggiungono il 50% degli edifici pubblici e di importanza strategica, come scuole e ospedali, privi delle più fondamentali misure di prevenzione anti-sismica.

 Ma ora l’attenzione va rivolta alle popolazioni colpite della Valle del Tronto: «Quando si spegneranno i riflettori inizierà per loro un periodo difficile, fatto di preoccupazione, angoscia e solitudine. Noi abbiamo il compito di non deluderle e di non lasciarle sole». Come? «Va avviata la ricostruzione dei centri colpiti, negli stessi luoghi, tenendo conto della storia ma sicuri al 100%». Le tecnologie già ci sono. E la tragedia del 24 agosto può insegnarci qualcosa: «Quando si mette mano ad un edificio è necessario un corretto adeguamento sismico e non un mero miglioramento. Non si possono più dare incentivi fiscali per lavori di efficientamento energetico o ristrutturazione edilizia senza la messa in sicurezza degli stabili: questi sono soldi pubblici buttati».

Tre sono, per Federabitazione Veneto, gli interventi necessari da parte del Governo. 

Il primo consiste in interventi legislativi: «Oltre ad una mappatura più puntuale delle situazioni a rischio, ogni edificio dovrebbe essere dotato di un certificato di sicurezza statica, sulla scia dei risultati positivi dell’Attestato di Prestazione Energetica. È assurdo che un elettrodomestico o un’automobile dispongano di un libretto di istruzioni e di garanzia e una casa no». Il certificato di sicurezza statica dovrebbe essere in sostanza una “pagella” di valutazione della sicurezza del fabbricato in relazione alla zona, da esprimere con una classe e le indicazioni sugli interventi di adeguamento sismico da effettuare. «Questa operazione – prosegue Pianegonda – deve essere fatta dai proprietari dell’intero stabile o dagli amministratori di condominio, a partire dagli edifici più a rischio e da quelli realizzati o ristrutturati dagli anni ’50 ai ’70 del secolo scorso».

Pianegonda invoca un giro di vite anche sul mondo delle compravendite: «Vanno approvate disposizioni in ordine alla vendita di immobili con basso grado di sicurezza, e vanno impedite le vendite frazionate di appartamenti posti all’interno di edifici non sicuri di proprietà di un unico soggetto».

Il secondo intervento del Governo per Federabitazione Veneto dovrebbe riguardare un intervento finanziario per le infrastrutture e gli edifici posti nelle aree con grado sismico elevato, cioè le zone 1 e 2: «Dovrà essere un programma che preveda un contributo in conto capitale per la progressiva ristrutturazione e messa in sicurezza degli edifici e delle infrastrutture».

Infine, come terza misura, per gli edifici che si trovano nelle zone a ridotto rischio sismico (zona 3 e 4), Pianegonda suggerisce l’utilizzo di incentivi fiscali, ma con un’attenzione particolare: «Gli interventi sostenuti dallo Stato dovrebbero riguardare soprattutto lavori sull’intero edificio: sono queste le operazioni che garantiscono il massimo della sicurezza e il miglior risparmio energetico, e dunque sono questi gli interventi che vanno maggiormente incentivati. Poi, data l’estrema frammentazione della proprietà immobiliare, vanno approvate disposizioni per superare i casi di stallo. Gli incentivi devono anche riguardare la fiscalità sugli acquisti, alquanto obsoleta, superando la rigidità data da atti a Registro per soggetti che operano a IVA e agevolazioni nelle vendite con il recupero dell’IVA. Questo deve valere per chi acquista un alloggio posto all’interno degli edifici messi in sicurezza a seguito dei lavori di ristrutturazione o di demolizione e ricostruzione».

Il Presidente di Federabitazione interviene infine sulle polizze assicurative contro gravi danni agli immobili, non molto diffuse nel nostro Paese, obbligatorie per le nuove costruzioni dal 2005, ma che non rispondono in caso di lesioni da eventi sismici: «Sono un regalo alle compagnie assicurative. Piuttosto, sarebbe importante prevedere polizze assicurative per edifici già esistenti e dunque più a rischio».

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