"Niente allarmismi, ma attenzione alla provenienza della carne"

"Niente allarmismi, ma attenzione alla provenienza della carne"

"Niente allarmismi, ma attenzione alla provenienza della carne"

La risposta del settore zootecnico di Fedagri agli allarmismi lanciati dall'OMS: "La ricerca era stata condotta anni fa e basandosi su dati di paesi come gli USA dove lo stile di vita è meno salutare. Ma prestiamo attenzione alla qualità della carne che mangiamo"

Categorie: FEDAGRI

Tags: omssettore zootecnico

Gli ultimi allarmi lanciati dall’OMS e amplificati dal sistema mediatico hanno gettato il panico tra i consumatori di carne rossa causando grossi danni al settore zootecnico, ormai capro espiatorio degli allarmismi di passaggio: mucca pazza, aviaria e ora il pericolo cancro denunciato dell’OMS. Per il settore zootecnico di Confcooperative – Fedagri Veneto risponde il presidente Fabio Scomparin, presidente anche di Azove e Azove Carni, sottolineando come “L’OMS ha elaborato e presentato, amplificandone i toni allarmistici, dei dati già pubblicati tempo fa dallo IARC (Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro). In questo caso lo studio inseriva la carne rossa nel gruppo Probabilmente cancerogena per l’uomo e faceva riferimento alle popolazioni di altri paesi tra cui gli USA, che consumano circa 125 kg di carne a testa annui, contro i 78 kg annui di un italiano (dei quali solo 20 kg sono di carne rossa). Quindi una situazione certamente diversa da quella italiana dove la carne e i prodotti trasformati sono tra i migliori al mondo sotto il profilo sanitario e qualitativo, ed inseriti in una dieta salutare ed equilibrata.” 

Anche la prof.essa Giovanna Caderni, ricercatrice italiana che ha partecipato alla stesura del rapporto IARC sulle carni rosse ed esperta di cancerogenesi dell’intestino, smorza i toni “Com’era già emerso in parte da studi precedenti – spiega la Caderni - bisogna usare moderazione, perché il rischio di tumore legato al consumo di carne è molto basso se paragonato a quello di altri agenti cancerogeni, come il fumo di sigaretta, e aumenta in relazione alla quantità consumata». 

Inoltre il Veneto come regione è un'oasi felice per quanto riguarda la produzione e dunque i controlli della carne bovina. “Il Veneto - prosegue infatti Scomparin - è la regione con la maggior produzione di carne bovina in Italia: il livello di professionalizzazione dei nostri allevatori è in continua crescita, l’alimentazione dei nostri capi proviene direttamente dalle aziende agricole del territorio, i controlli igenico-sanitari sono attenti e costanti.” 

Di qui un consiglio sensato e ragionevole che Fedagri Confcooperative del Veneto dà ai consumatori: “Riteniamo – conclude Scomparin - che sia importante moderare il consumo di carne, ma è ancora più importante consumare carne di cui si conosca l’esatta provenienza e che arrivi da una filiera controllata e certificata.“ 

In tale ambito particolare impegno è stato profuso dalla Regione Veneto, da allevatori e produttori per la produzione e promozione di carni di qualità a marchio QV Qualità Verificata.

 

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