La cooperazione agroalimentare trevigiana e bellunese: dimensioni raddoppiate negli ultimi 10 anni e vitivinicolo da record.

La cooperazione agroalimentare trevigiana e bellunese: dimensioni raddoppiate negli ultimi 10 anni e vitivinicolo da record.

La cooperazione agroalimentare trevigiana e bellunese: dimensioni raddoppiate negli ultimi 10 anni e vitivinicolo da record.

Una ricerca di Confcooperative Belluno e Treviso, diretta dal sociologo Daniele Marini, evidenzia potenzialità e ricadute economiche dei comparti vitivinicolo, lattiero-caseario ed ortofrutticolo delle due province.

Categorie: FEDAGRI

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Le cooperative agricole delle province di Treviso e Belluno negli ultimi 10 anni hanno quasi raddoppiato il valore delle loro produzioni, passando dai 472 milioni di euro del 2008 ai circa 900 milioni del 2017. Risultati straordinari, specie se si considera che sono stati raggiunti in un periodo di crisi economica.

I dati sono raccolti ed analizzati nella ricerca appena realizzata da Confcooperative Belluno e Treviso con il contributo economico della CCIAA di Treviso e Belluno, dal titolo “Percorsi (diversi) di crescita. La cooperazione agro-alimentare a Belluno e Treviso” curata dai sociologi Daniele Marini e Davide Girardi, insieme al gruppo di lavoro interno all'Associazione delle imprese cooperative delle due province. A livello metodologico, la ricerca ha coinvolto 26 cooperative di 3 comparti agroalimentari rappresentati da Confcooperative (ovvero il vitivinicolo con le cantine sociali, il lattiero-caseario con le latterie sociali e l'ortofrutticolo con le organizzazioni di prodotto) ed è suddivisa in due parti: un'analisi quantitativa dei principali dati di bilancio ed indicatori economici; una parte qualitativa, con interviste a presidenti e direttori delle 26 cooperative del campione analizzato.

“L'impatto economico della cooperazione agroalimentare in Veneto e nelle nostre province – ha spiegato in premessa Valerio Cescon, presidente dell'Unione interprovinciale – ha assunto una rilevanza ed una dimensione tali, che per noi è indispensabile disporre di strumenti di conoscenza, necessari ai gruppi dirigenti delle imprese cooperative per affrontare scelte strategiche avvedute, in contesti in continuo movimento, sempre più legati a dinamiche globali”. La ricerca sarà aggiornata annualmente anche con focus su questioni di interesse per le cooperative medesime.

“Un aspetto cruciale, rilevato dal documento di analisi, evidenzia come il sistema cooperativo territoriale in questi anni abbia tutelato in modo importante i soci, retribuendo i loro conferimenti a prezzi mediamente più elevati rispetto a quelli del libero mercato. Questo indicatore è per noi indispensabile per capire se la cooperativa sta realizzando in pieno il proprio scopo, mentre sarebbe fuorviante applicare i tradizionali indici di bilancio sulla redditività”.

I curatori della ricerca, Daniele Marini e Davide Girardi, hanno sottolineato come le cooperative agroalimentari delle province di Treviso e Belluno abbiano registrato performance molto elevate di crescita, seppure a velocità differenti, a seconda del comparto di appartenenza.
In 10 anni, a partire dal 2008, il vitivinicolo è cresciuto del +121,5%, il lattiero-caseario +36,5%, l'ortofrutticolo +17,5%.

In particolare, Marini ha evidenziato due questioni.

“Bisogna chiarire quando si parla di territorio: ha senso se si parla di origine del prodotto conferito, ma la questione cambia se si parla di mercati di sbocco, poiché si tratta di aziende cooperative agroalimentari che operano costantemente nei mercati globali. Le cantine sociali, ad esempio, esportano oltre il 50% dei loro vini, mentre il lattiero-caseario circa il 12% e l'ortofrutticolo oltre il 13%”. Un secondo tema molto importante è quello della cosiddetta impresa 4.0. “Oggi, in un contesto in cui si parla sempre più di agricoltura di precisione – ha continuato il sociologo – le cooperative agroalimentari trevigiane e bellunesi dimostrano di essere pronte al cambiamento, consapevoli che siamo in presenza di una vera e propria rivoluzione, non solo nella struttura tecnologica delle aziende, ma anche nelle relazioni fra produttori e consumatori. E questo richiede nuovi modelli di business, insieme alla proposta di nuovi prodotti”.

Filippo Conte, direttore interprovinciale di Confcooperative Belluno e Treviso, ha approfondito la parte quantitativa della ricerca sull’agroalimentare, nella quale sono state elaborate le serie storiche dei dati di bilancio dal 2008 al 2016 (con alcune stime sul 2017) grazie alle quali si sono esaminati i parametri di investimento, occupazione, solvibilità e solidità patrimoniale delle imprese cooperative analizzate.

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