Innovare in montagna: esperienze di sviluppo sostenibile

Innovare in montagna: esperienze di sviluppo sostenibile

Innovare in montagna: esperienze di sviluppo sostenibile

Tre casi cooperativi di economia di montagna, per valorizzare larisorsa territorioe rilanciare una nuova stagione di sviluppo. Evento organizzato da Irecoop Veneto presso Malga Maraia ad Auronzo di Cadore.

 

Categorie: Primo Piano

Tags: bellunomontagnacooperative di comunità

La montagna che soffre di spopolamento, di invecchiamento della popolazione, di abbandono delle attività agricole, di eccessiva frammentazione dei terreni. Eppure non tutto è perduto, c'è chi cerca di invertire le tendenze. Se ne è discusso venerdì 8 settembre ad Auronzo di Cadore, ospiti di Malga Maraia, durante il workshop "Innovare in montagna. Esperienze concrete di sviluppo sostenibile nella montagna bellunese", seminario organizzato da Irecoop Veneto, con il supporto di Confcooperative Belluno e Treviso ed il finanziamento della Regione Veneto.

Una quarantina i partecipanti, soprattutto cooperatori, provenienti per lo più dalle province di Belluno, Treviso, Venezia e Padova. Fra loro anche i sindaci di Auronzo, Tatiana Pais Becher, e Lorenzago di Cadore, Mario Tremonti, insieme a presidente e vicepresidente di Confcooperative Belluno e Treviso, Valerio Cescon e Marco Slongo.

Tre, in particolare, le testimonianze portate all'attenzione dei corsisti. Due esperienze bellunesi (quella di Malga Maraia, da pochissimo ristrutturata, grazie alla società cooperativa agricola Auronzo che la gestisce, ed il percorso della società cooperativa sociale Cadore) ed un esempio friulano, con un approfondimento sul caso del Comune carnico di Verzegnis, che tramite la valorizzazione della biodiversità sta cercando di rilanciare l'agricoltura di montagna, per il recupero ambientale e la valorizzazione dei territori, anche da un punto di vista turistico.

Per quanto riguarda Malga Maraia di Auronzo, la sua ristrutturazione ed apertura sotto forma di azienda agrituristica, rientra in un progetto più ampio di attività agricola, innovativo, promosso dalla cooperativa agricola Auronzo, della cui base sociale fanno parte lEnte cooperativo di Consumo e di Mutuo soccorso, le Regole di Villagrande e Villapiccola e una serie di privati che operano nel settore agricolo ed amministrativo. Avviata nel 2015, la cooperativa ha già creato 17 posti di lavoro, ed altri se ne aggiungeranno presto, grazie al recupero di Malga Popena, la cui conclusione dei lavori è prevista per fine anno. Osvaldo Vecellio Del Frate, presidente della cooperativa agricola Auronzo, ha spiegato come la forzadi questa nuova realtà è quella di rappresentare l'intera comunità di Auronzo. Gli obiettivi che perseguiamo sono a beneficio di tutti: creare nuova occupazione, coinvolgendo soprattutto i giovani, per evitare il declino della montagna, gestendo pascoli prima abbandonati, sistemando i sentieri, coltivando i terreni, ripristinando alcune stalle, trasformando e vendendo i prodotti agricoli, rilanciando ed incentivando il turismo nei nostri territori di montagna.

Dopo la parte teorica, nel pomeriggio c'è stata la visita guidata a Malga Maraia, aperta al pubblico il mese scorso.

Claudio Agnoli, presidente onorario della cooperativa sociale Cadore (una vera e propria impresa di comunità, nella cui base sociale figurano molti Comuni del Cadore, che si occupa in prevalenza di manutenzione e progettazione ambientale, turismo di comunità, pulizie e sanificazioni) ha spiegato le ragioni da cui la cooperativa prese avvio nel 2008.La crisi che colpì duramente il nostro territorio, con il declino del distretto dell'occhialeha commentato Agnolirese evidente che la competizione di mercato non poteva più essere legata esclusivamente a politiche di prezzo. La nostra idea di cooperativa sociale, nata per generare occupazione, nacque da un progetto che doveva rispondere ad esigenze di economia di luogo, di varietà, di senso. Solo leggendo ed interpretando il proprio tempo, stando dentro ai cambiamenti geopolitici mondiali, è possibile creare risposte significative, che producano valore e consentano di redistribuirlo nel territorio. Fondamentale, anche nel momento in cui si fa impresa, è la visione a lungo termine, considerato che le questioni etiche non sono disgiunte da quelle aziendali. Allo stesso tempo, sono di primaria importanza la relazione ed il dialogo con i politici e le Pubbliche amministrazioni locali, per confrontarsi e capire in quale direzione andare.

 

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