Agricoltura e servizi insieme per rispondere al territorio

Agricoltura e servizi insieme per rispondere al territorio

Agricoltura e servizi insieme per rispondere al territorio

16 aziende cooperative hanno deciso di partecipare al progetto formativo di Irecoop Veneto, in collaborazione con Confcooperative e Unioncamere, per sviluppare una cooperativa che sappia unire l'amore per i frutti della terra a un servizio che risponda concretamente ai bisogni del territorio.

Categorie: Primo Piano

Tags: fedagriirecoopVicenzaagricolturabandifedersolidarietasocialefse

Nuovi impulsi innovativi per l'imprenditoria sociale ed agricola del territorio, questa la sintesi perfetta del progetto “Agricoltura e Servizi: l'intersettorialità per l'innovazione” promosso da Irecoop Veneto in collaborazione con Confcooperative Veneto e Unioncamere Veneto. Un progetto cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo e dal FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale). 

Lunedì 4 luglio, nella cornice di Villa Angaran San Giuseppe, a Bassano del Grappa (Vicenza), il via ufficiale del progetto. Presenti Fabio Menin (sezione Formazione Regione Veneto), i vertici di Irecoop Veneto, che si occuperà della formazione di attuali e futuri imprenditori agricoli e dell'agricoltura di servizi, Daniela Galante (direttrice) e Giovanni Sartori (presidente), e Roberto Baldo (presidente Federsolidarietà Confcooperative Veneto).

"Questo progetto si inserisce all'interno di un'offerta di formazione professionale regionale finanziata dal Por (Programma operativo regionale) che ha come obiettivo lo sviluppo della competitività del sistema economico sociale della regione Veneto - ha spiegato Fabio Menin (sezione Formazione Regione Veneto) - L'obiettivo era quello di sviluppare strumenti integrati volti alla competitività del sistema imprenditoriale". La dotazione finanziaria per la Dgr 37 del 19/01/2015 è pari a 5milioni di euro. Sul primo sportello (tre complessivi) sono stati presentati 40 progetti per un totale di 7milioni di euro. 14 quelli finanziati nei quali si inserisce quello di Irecoop, per 2,5 milioni di euro. 

Il progetto vedrà coinvolte 16 aziende partner che operano nel settore primario e dei servizi. Gli ambiti di potenziale sviluppo sono molteplici, dalla green e blue economy, ai circoli virtuosi delle eccedenze alimentari, alla promozione e valorizzazione dei diversi sistemi territoriali. 
Si svilupperanno attività formative legate ad approfondire: strumenti giuridici per sostenere lo sviluppo delle reti d'impresa, business model canvas e business plan per l'innovazione, marketing e Upcycling. Sono previste due visite studio aziendali, una legata allo scambio di esperienze e conoscenze con uno sguardo europeo (Olanda) a chi fa già attività di diversificazione in agricoltura e nei servizi, e una legata ad un'esperienza italiana (Toscana). 
Saranno realizzati tre seminari (il primo dei quali ha avuto luogo ieri a Bassano del Grappa) dove saranno dati gli strumenti necessari per ragionare in un'ottica diversa ovvero quella di lavorare in rete e di creare progetti di business competitivi e sostenibili. 

Interventi:

Giovanni Sartori (presidente Irecoop Veneto) "Irecoop Veneto è l'ente regionale per l'educazione e gli studi cooperativi e ha come obiettivo principe quello di portare avanti tutti quei progetti di formazione e di consulenza nell'ambito delle imprese cooperative. Diventa quindi fondamentale portare tutte quelle iniziative che possono dare strumenti innovativi alle cooperative e mai come in questo periodo l'intersettorialità rappresenta uno scambio di buone prassi e di professionalità fra cooperative appartenenti a settori diversi".


Daniela Galante (direttrice Irecoop Veneto) "I destinatari del progetto sono un gruppo di cooperative sociali e imprese agricole che possono essere collegate ad una cooperativa, ma non solo. L'obiettivo è quello di pensare a chi già fa un'agricoltura sociale a come potenziare la multi funzionalità in ottica socialmente responsabile, innovativa. Le attività di accompagnamento (assistenza - consulenza) ma anche visite studio in Italia e all'estero per supportare queste economie di business sul territorio"

Roberto Baldo (presidente Federsolidarietà Confcooperative Veneto)  "Questo tipo di integrazione - collaborazione tra agricoltura e sociale potrebbe far nascere nuove prospettive, nuove opportunità per dare da un lato risposte ai bisogni delle persone e dall'altro dare possibilità economiche ad un'agricoltura che per alcuni aspetti è in difficoltà".

Angelo Fontana (presidente Confcooperative Vicenza)
"Il progetto è molto interessante, perché andiamo a cogliere e a sviluppare attraverso l'agricoltura anche altre attività che possono essere culturali, ambientali e turistiche. In questo modo usciamo dall’attività propria dell'agricoltura che è la produzione e andiamo a dare una mano da una parte alle piccole aziende e piccole realtà che grazie a queste attività riescono a fare reddito e dall'altra riusciamo a rispondere alle esigenze di una società che corre e lascia dietro di sé i "danni""

Cooperatori che prenderanno parte al progetto:

Luca Comunello (responsabile progetti Conca d'oro, fattoria sociale di Bassano del Grappa) "Il progetto è interessante perchè sviluppa dei contesti di lavoro più particolari, perchè l'anima delle fattorie sociali deve avere una forte progettualità, perchè permette di creare dei nuovi contesti lavorativi all'interno di quelli già attivati come la trasformazione alimentare delle eccedenze e tutta la parte di collegamento sulla gestione degli sprechi. Un elemento che in agricoltura è fondamentale perchè permette di avere un plusvalore su quello che è uno scarto della produzione ed avere una commercializzazione di un prodotto diverso e multifunzionale".
 

Marco Romito (presidente cooperativa Yges It di Este) "Non esiste agricoltura sociale senza interazione con l'agricoltura "tradizionale". Da tempo ragioniamo per i nostri progetti con gli agricoltori del territorio. Ci auguriamo che questo corso ci dia degli elementi per aumentare il dialogo, per arrivare ad una cooprogettazione".

Presenti al seminario, non come partecipanti del progetto ma per interesse e curiosità, anche Bruno Gasparotto e Fabiola Chilò rispettivamente Presidente e Vicepresidente della cantina Beato Bartolomeo di Breganze (VI) "L'idea e il progetto sono molto validi, riuscendo a mantenere una certa competitività nella produzione agricola. Uno dei problemi a cui assistiamo è l'abbandono dei terreni da parte di alcuni soci che con l'avanzare degli anni non riescono più a seguirli e nel caso dei piccoli terreni non c'è ricambio generazionale. Questo è un esempio di situazione in cui la cooperazione sociale potrebbe fare molto per aiutarci a gestire quegli appezzamenti."

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