La cooperazione che fa scuola

La cooperazione che fa scuola

La cooperazione che fa scuola

Il 20 maggio a Vicenza vengono presentate le Associazioni Cooperative Scolastiche nate grazie al progetto Scuola Coop Attiva di Irecoop. Abbiamo chiesto al prof. felisattil dell'Università degli Studi di Padova quali sono i punti forti di questo progetto.

Categorie: Primo Piano

Tags: irecoopscuolacooperazione

Fare scuola di cooperazione e alla fine realizzare una vera e propria impresa tra i banchi. È questo l'obiettivo del progetto Scuola Coop-Attiva che Irecoop Veneto (ente di formazione di Confcooperative Veneto) ha lanciato sette anni fa con le Banche di Credito Cooperativo e che ha coinvolto, nell'anno scolastico 2015/2016, 429 studenti, 7 formatori esperti, 29 insegnanti, 22 scuole tra primarie e secondarie.

E un primo concreto risultato c'è già, in quel di Bovolone, dove l’Istituto professionale Giorgi sta costituendo una cooperativa vera e propria a partire da questa esperienza, per occuparsi del facility management dello stabile della scuola e di clienti esterni, con all'attivo già due soci lavoratori e prossimamente anche altri ex studenti.

 

Il progetto Scuola Coop-Attiva nasce in seno al mondo della cooperazione e consente ai giovani di sperimentare, attraverso attività interattive ed esperienziali, la costituzione di Associazioni Cooperative Scolastiche (ACS) e attivare progetti di impresa cooperativa, avvicinando i ragazzi al mondo del lavoro e facendoli entrare in relazione con il territorio e i suoi bisogni.

 

“Il progetto è interessante – sottolinea Ettore Felisatti, docente di Ricerca educativa, innovazione scolastica e pratiche cooperative presso l’Università degli Studi di Padova e “introdotto” al progetto grazie alla studentessa Eleonora Mincio che ha fatto di Scuola Coop Attiva la propria tesi di laurea - perché crea relazioni immediate tra mondo della scuola, mondo dell'impresa e territorio”.

 

“Questo è uno degli obiettivi più importanti che l’educazione deve perseguire – continua il docente - Perché l’educazione, quando rimane all’interno dello spazio scolastico, riduce le sue potenzialità. Mentre la scuola è un reale investimento produttivo per il futuro, quando l’aula diventa risorsa centrale per sperimentare e vivere la vita di tutti i giorni.

 

“Il secondo aspetto interessante del progetto è che gli allievi vengono coinvolti nei meccanismi logici di un'impresa, dovendo elaborare, progettare e realizzare qualcosa di concreto, con un risultato tangibile e misurabile. Questo è molto importante nell’educazione, perché il coinvolgimento dello studente in un processo di learning by doing produce un apprendimento migliore. ”

 

Ed è proprio questo l’aspetto portante del progetto, come mette in luce anche Federica Mattarello, Responsabile del progetto ScuolaCoopAttiva

“Questo tipo di attività - spiega la responsabile - nasce con l’intento di entrare nelle scuole per diffondere le peculiarità organizzative e strutturali del mondo cooperativo e per mostrare agli studenti i benefici di un modello imprenditoriale che spesso non conoscono o non prendono in considerazione.”

 

“Inoltre – aggiunge Daniela Galante, presidente di Irecoop Veneto - l'iniziativa consente ai ragazzi di fare esperienza diretta di “costruzione” di una impresa collettiva, coniugando confronto, democrazia, assunzione di responsabilità e pianificazione organizzativa. È molto coinvolgente anche per docenti, formatori e familiari vedere come ciascuno si adopera - secondo le sue inclinazioni e propensioni - per il raggiungimento di un obiettivo comune.

Al sistema Confcooperative, questa iniziativa consente di portare all'attenzione dei giovani una forma di auto-imprenditorialità a controllo democratico, che ha come caratteristica intrinseca una particolare propensione allo sviluppo sostenibile del territorio”

Anche il professor Felisatti sottolinea gli elementi di democrazia e collaborazione insiti nel modello cooperativo: “Le attività proposte dalle Associazioni Cooperative Scolastiche sono attività sociali, non individuali - conclude il docente. Perciò, presuppongono una serie di relazioni in cui il soggetto modula le proprie esigenze in rapporto ai bisogni degli altri. In termini tecnici si parla di processi di negoziazione, oggi considerati importanti per la crescita.

Questo serve anche ai fini dei risultati scolastici: infatti, noi non apprendiamo individualmente, ma conferiamo senso e significato ai contenuti nel momento in cui li condividiamo con gli altri, li negoziami e li consideriamo importanti per noi.”

 

L’esperienza di quest’anno scolastico trova il proprio culmine nel Meeting interprovinciale delle ACS, evento in cui convergono tutte le esperienze di Cooperative Scolastiche avviate nnei nove mesi: si raccordano così le singole iniziative, per dare risalto all’esperienza di educazione cooperativa anche al di fuori dei confini del singolo Istituto Scolastico.


Vi aspettiamo la mattina di venerdì 20 maggio nell’Aula Magna dell’Istituto Canova in Via Astichello 195 a Vicenza.


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