Il CERV inaugura il nuovo Residence "Al Parco"

Il CERV inaugura il nuovo Residence "Al Parco"

Il CERV inaugura il nuovo Residence "Al Parco"

Ad Altichiero una risposta concreta al bisogno abitativo delle famiglie padovane: qualità, risparmio energetico e il contributo regionale per l’affitto a riscatto.

Categorie: FEDERABITAZIONE

Tags: rigenerazione urbanacerapianegonda

 Il futuro è già arrivato ad Altichiero, nel Piano di Edilizia Economica Popolare di via Ipazia, laterale di via della Salutare. È stato inaugurato oggi alla presenza dell’assessore regionale ai servizi sociali e all’edilizia abitativa on. Manuela Lanzarin e dell’assessore all’edilizia del Comune di Padova Paolo Botton il “residence al Parco”, ventiquattro appartamenti e otto villette a schiera.

Le schiere e gli appartamenti sono tutti in classe energetica A, dotati di pannelli solari, di riscaldamento a pavimento e di un cappotto di dieci centimetri e mezzo. Gli appartamenti dispongono anche di pannelli fotovoltaici, pompe di calore e sistemi di ventilazione con recupero di calore. Nell’urbanizzazione sono state applicate anche le tecniche più recenti dell’invarianza idraulica: in poche parole, l’impatto che la pioggia avrà nell’area sarà la stessa di prima dell’edificazione, grazie a tre bacini di laminazione e da più di un chilometro di tubazioni sotterranee da un metro di diametro che tratterranno l’acqua piovana e contrasteranno gli allagamenti.

Spiega il Presidente del Consorzio di Cooperative Edilizie Cerv Claudio Pianegonda: «Con la crisi edilizia e i tempi che corrono avere già occupato 20 appartamenti su 24 e cinque villette a schiera su otto disponibili ancor prima dell’inaugurazione è il segno che abbiamo condotto bene il programma costruttivo, con costi contenuti e con un prodotto di altissima qualità». 

L'assessore Lanzarin pone l'accento sull'importanza del contesto abitativo "non possiamo più permetterci di costruire in contesti densificati, ma dobbiamo pensare a creare comunità: questa è la direzione in cui dobbiamo andare" e ancora "in un momento di difficoltà come quello che stiamo attraversando è importante favorire gli interventi che diano una mano alle fasce più deboli della popolazione e che tengano conto di nuove dimensioni familiari: giovani coppie, famiglie monoreddito, anziani in difficoltà. La programmazione futura va pensata in questi termini. La casa è un diritto e i criteri devono avere la massima trasparenza ed equità."

L'assessore Botton, invece, sottolinea l'importanza di un'area verde "tra le mie deleghe c’è quella ai giardini quindi apprezzo particolarmente la presenza di una grande area verde retrostante il residence.

Vogliamo che i cittadini non siano costretti ad andarsene da Padova per poter sostenere un affitto o un acquisto e ringrazio la Regione che grazie a questo contributo è riuscita a far rimanere le famiglie a Padova."

Venti appartamenti, infatti, sono interessati da un cospicuo contributo regionale pari al 30% del loro valore: «Grazie al contributo della Regione siamo riusciti a dare una casa a chi non era in grado di acquistarla sul libero mercato per la sola ragione che non poteva avere accesso ad un mutuo. E grazie alla formula dell’affitto con possibilità di riscatto, con un canone inferiore a una rata di mutuo queste famiglie andranno a costruire qualcosa che resterà loro per sempre». Il contributo a fondo perduto, originato dal piano nazionale di edilizia abitativa, del valore complessivo di un milione e 120 mila euro, pari, in media, a 56 mila euro per appartamento, sarà erogato dalla Regione Veneto in due tranche, la prima nel 2015 e la seconda nel 2016.

A ridosso dell’inaugurazione il presidente del Cerv Pianegonda invita la politica e gli amministratori a ripensare il futuro dell’edilizia, del nostro territorio e delle nostre città:

«In 37 anni di storia, con questa ultima inaugurazione raggiungiamo 2342 alloggi in più di 100 comuni della regione  e spero sia uno degli ultimi interventi su nuove aree che vado ad inaugurare.
Spero che il futuro sia la ristrutturazione di edifici vecchi. Negli ultimi 40 anni 80 miliardi sono andati alla ricostruzione di zone soggette a eventi sismici.
Noi come movimento cooperativo sosteniamo la rigenerazione urbana, la ristrutturazione completa di edifici e su questo anche i comuni devono fare la propria parte. Come movimento cooperativo noi vogliamo esserci su questi temi.»



«Se dovesse ripartire l’economia le attuali normative provocherebbero in pochi anni un’ulteriore spinta all’estensione edilizia a discapito della rigenerazione delle città, perché conviene di più ed è più semplice a svolgersi». Per Pianegonda l’attenzione a non consumare nuovo territorio non significa “frenare” il settore dell’edilizia. Tutt’altro: «Le nostre città hanno bisogno di quartieri più sicuri, più “smart”, più rispettosi dell’ambiente grazie alle nuove tecniche per il risparmio energetico. Proprio per questo, il futuro del nostro lavoro è tutto nella ristrutturazione integrale di edifici o – ancor meglio – nella rigenerazione urbana».

Claudio Pianegonda rivolge un suggerimento all’assessore regionale ai servizi sociali e all’edilizia abitativa on. Manuela Lanzarin: «Si possono recuperare i residui dei programmi precedenti per fare un bando per finanziare iniziative di ristrutturazione integrale di edifici o per la rigenerazione urbana. Anche Ater potrebbe mettere a disposizione alcuni suoi immobili per questi progetti».

 

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